Panoramica Terracinese di  Dario D'Elia 

Panoramica terracinese www.terracinese.com di Dario D'Elia

 

  LETTURA - 01
 

 

 

   La dolce "CREAZIONE" poetica di OVIDIO, un capolavoro.
  Quel linguaggio fluido e poetico, morbidezza e musicalità nella METAMORFOSI del libro primo!
 

E per quanto lí ci fossero terra, mare ed aria,
  malferma era la prima, non navigabile l'onda,
  l'aria priva di luce: niente aveva forma stabile,
  ogni cosa s'opponeva all'altra, perché in un corpo solo
  il freddo lottava col caldo, l'umido col secco,
  il molle col duro, il peso con l'assenza di peso.
  Un dio, col favore di natura, sanò questi contrasti:
  dal cielo separò la terra, dalla terra il mare
  e dall'aria densa distinse il cielo limpido.
 
  E districati gli elementi fuori dall'ammasso informe,
  riuní quelli dispersi nello spazio in concorde armonia.
  Il fuoco, imponderabile energia della volta celeste,
  guizzò insediandosi negli strati più alti;
  poco più sotto per la sua leggerezza si trova l'aria;
  la terra, resa densa dai massicci elementi assorbiti,
  rimase oppressa dal peso; e le correnti del mare,
  occupati gli ultimi luoghi, avvolsero la terraferma.
 
  Quando cosí ebbe spartito in ordine quella congerie
  e organizzato in membra i frammenti, quel dio, chiunque fosse,
  prima agglomerò la terra in un grande globo,
  perché fosse uniforme in ogni parte;
  poi ordinò ai flutti, gonfiati dall'impeto dei venti,
  di espandersi a cingere le coste lungo la terra.
 
  E aggiunse fonti, stagni immensi e laghi;
  strinse tra le rive tortuose le correnti dei fiumi,
  che secondo il percorso scompaiono sottoterra
  o arrivano al mare e, raccolti in quella più ampia distesa,
  invece che sugli argini, s'infrangono sulle scogliere.
 
  E al suo comando si stesero campi, si incisero valli,
  fronde coprirono i boschi, sorsero montagne rocciose.
 
  Cosí come il cielo è diviso in due zone a sinistra
  e altrettante a destra, con una più torrida al centro,
  la divinità ne distinse la materia interna
  in modo uguale e sulla terra sono impresse fasce identiche.
 
  Quella mediana è inabitabile per la calura;
  due oppresse dalla neve; e altrettante ne collocò in mezzo
  che rese temperate mescolando fuoco e gelo.
 
  Su tutte incombe l'aria, che è più pesante del fuoco
  quanto più leggera è l'acqua del suolo.
 
  Lí comandò che si raccogliessero nebbie e nuvole,
  e ancora i tuoni che avrebbero poi turbato i nostri cuori,
  e i venti che con i fulmini scatenano lampi.
 
  Ma neppure a questi lasciò in balia l'aria
  l'architetto del mondo: ancora oggi, benché le sue raffiche
  ciascuno diriga in senso diverso, poco manca
  che dilanino il mondo, tanta è la discordia tra fratelli.